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04-08-2021 | Salute generale

Endometriosi

Scritto da Stella

L’endometriosi è una condizione ginecologica benigna piuttosto comune, caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale in organi diversi dall'utero o in porzioni non appropriate dell'utero stesso. 
Proviamo a capire di cosa si tratta insieme ai Farmacisti di Viata!

Cos'è l'endometrio?

L’utero è l’organo all’interno del quale si sviluppa la gravidanza: ogni mese si prepara ad accogliere un eventuale embrione, rinnovando regolarmente l’endometrio, nonché il tessuto che si trova nella parte più interna dell’utero stesso. Quindi, per effetto degli ormoni secreti dalle ovaie durante il ciclo mestruale ( estrogeni e progesterone), l'endometrio va incontro ad una serie di cambiamenti che lo portano a proliferare fino a stabilizzarsi, così da garantire la presenza costante di un ambiente adatto all'impianto dell’embrione. Se non dovesse esserci la fecondazione dell’ovulo, l’endometrio si disgregherà, con conseguente sanguinamento, dando quindi origine alla cosiddetta mestruazione.

Il tessuto endometriale può essere coinvolto in varie patologie, tra cui l’endometriosi.

Di cosa si tratta?

L’endometriosi è una condizione ginecologica benigna, caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale in organi diversi dall'utero o in porzioni non appropriate dell'utero stesso. Questo tessuto endometriale anomalo (definito ectopico) subisce, ad opera degli estrogeni prodotti dall'ovaio durante l'arco del ciclo mestruale, le stesse modifiche dell'endometrio uterino fisiologico (quindi una fase di crescita/proliferazione e una di disgregazione e sanguinamento): ciò rappresenta la causa dei sintomi e dei segni clinici che contraddistinguono l'endometriosi.

Questa patologia è caratterizzata da un’ampia variabilità dal punto di vista clinico: l'endometriosi può causare infatti sia uno stato infiammatorio cronico a carico dell’apparato genitale, che anche a livello di organi circostanti, avendo in quel caso un coinvolgimento multiorgano.

Se l’endometriosi è unicamente localizzata a livello della tonaca muscolare uterina (miometrio) allora viene definita interna, altrimenti si parlerà di endometriosi esterna se si riscontra anche in corrispondenza della pelvi (ovaie, tube, retto, ureteri) o al di fuori di essa (appendice, intestino tenue, reni, polmoni).

La più comune è l’endometriosi esterna, che interessa soprattutto le ovaie. E’ quindi necessario un percorso diagnostico e terapeutico personalizzato per ogni paziente.

Solo in una bassa percentuale l’endometriosi è asintomatica, nella maggior parte dei casi i sintomi più comuni con cui si manifesta sono i seguenti:

  • dolori molto intensi durante il periodo mestruale e premestruale (dismenorrea) e nel periodo dell’ovulazione; sono poco responsivi ad antinfiammatori e sempre più crescenti e invalidanti nel tempo
  • dolori pelvici cronici intermestruali e dolori pelvici nei rapporti sessuali (dispareunia)
  • stanchezza fisica cronica

Nei casi in cui la condizione di endometriosi è presente anche a livello extragenitale, le pazienti possono presentare anche disturbi alla defecazione o alla minzione, anch’essi associati soprattutto alla fase mestruale.

Diagnosi

E’ possibile diagnosticarla attraverso una visita ginecologica, durante la quale si raccolgono i sintomi riportati dalla paziente, si valuta la sua storia clinica e si procede con la diagnostica per immagini, in primis facendo una ecografia transvaginale/transrettale per valutare la presenza di endometriosi nella parte bassa della pelvi, alla quale può seguire un approfondimento con risonanza magnetica, TAC ed esami del sangue per avere un quadro della situazione più completo.  Il ginecologo prenderà visione di tutti gli esami e fornirà una diagnosi.

In caso di endometriosi sarà quindi possibile procedere nei seguenti modi:

  • Stabilire una terapia che si si avvale di farmaci chiamati agonisti del GNRH, che bloccano la produzione da parte dell’Ipotalamo del GNRH, un ormone che stimola il funzionamento dell’Ipofisi, la quale, a sua volta, favorisce la produzione di estrogeni a livello ovarico. Questi farmaci inducono una menopausa temporanea, consentendo un calo degli estrogeni che altrimenti causerebbero una continua attivazione dell’endometrio ectopico. Tuttavia l’assunzione di questi medicinali potrebbe comportare  le classiche consguenze associate ad una menopausa vera e propria: secchezza vaginale, perdita di calcio, vampate, ecc.
  • Nei casi più complicati, sarà valutata la possibilità di effettuare anche un intervento chirurgico per rimuovere il materiale endometriale ectopico.

Complicanze

Purtroppo una delle complicanze più comuni dell’endometriosi è la sterilità, che coinvolge generalmente il 30-40% delle pazienti. Tuttavia, un buon 70%, adeguatamente seguito da specialisti, riesce comunque a portare a termine la gravidanza con successo.

Stile di vita

Uno stile di vita adeguato, caratterizzato da un esercizio fisico regolare e da una particolare cura nei confronti dell’alimentazione, può fare la differenza per contenere i sintomi di questa patologia. In particolare non dimentichiamo che l’endometriosi si nutre di estrogeni che già sono prodotti naturalmente dal nostro corpo. E’ quindi importante eliminare cibi carichi di questi ormoni o derivati, così da evitare di aggiungere estrogeni che favorirebbero la crescita dell’endometrio ectopico, in modo da ridurre l'infiammazione e la produzione endogena degli estrogeni stessi.

In particolare è bene evitare:

  • Soia e derivati,
  • Salumi e insaccati,
  • Peperoncino,
  • Alcolici/birra,
  • Caffeina,
  • Carne rossa,
  • Farina di Tipo 00,
  • Formaggi freschi contenenti lattosio,
  • Avena,
  • Segale,
  • Zuccheri e dolcificanti,
  • Bibite gassate

Per qualsiasi altro dubbio o curiosità, contatta i Farmacisti sul nostro sito Viata.it!